14 maggio 2011
Votare è un momento importante...non vendere il tuo voto!
Da sempre impegnata per la città, senza mai aver avuto incarichi o altro...se non danni dalla politica! Mi domando come si possa considerare l'elezione di Consigliere come posto di lavoro...ma a che prezzo per Caserta? Ci prepariamo a ripetere l'immobilismo della passata consiliatura? Ed è scorretto far ricadere sull'ex sindaco tutta la responsabilità poiché il PD è stato al governo della città e ben lo so io che ho combattuto contro con i vertici PD che garantivano la sopravvivenza di un'anomalia amministrativa che ha generato solo ricatti per ottenere prebende a livello personale a fronte del disastro e dell'agonia della città.
Si racconta in città di compravendita del voto, bollette pagate,buoni di benzina nonché pacchi alimentari...Non mi risulta personalmente ma "gira voce"...Non riesco a capire il meccanismo di tali interessi, a parte il reato che indigna e preoccupa, ma veramente non riesco a comprendere quali interessi possano scatenare tale fenomeno di corruzione dei cittadini per fare, poi, il consigliere
comunale. Allora vorrei rivolgermi ai ragazzi che,pare, siano le "vittime" di tale raggiro e valutare , insieme a loro, quanto costa al loro futuro quella piccola e se vogliamo inutile somma o regalo che sia. Quanto è costato a Caserta far diventare il consiglio comunale la patria degli affari personali, ecco la città è sotto gli occhi di tutti. Ma va anche considerato che questi indegni compratori di voti vanno a ricoprire un ruolo che non sanno svolgere perché non hanno idee nè alcuna capacità di produrre progetti a vantaggio dell'occupazione giovanile.
Personalmente penso che Caserta debba oggi rivolgere il voto a persone che abbiano un'idea della città come luogo di una comunità che vada in primis rispettata e poi che diventi destinataria di promozione dello sviluppo e della cultura.
La Rete Civica che è stata inserita nel programma di Del Gaudio offrirà, a costo zero per il Comune, la possibilità di creare , oltre ad una serie di servizi, dai 50 agli 80 posti di lavoro per i giovani under 30. Bisogna puntare sulle reti di sviluppo e non sui mascalzoni.
Il mio appello? Vi hanno offerto dei soldi? Non li votate...tanto non possono farvi nulla...anzi possiamo denunciarli e mettere fine a tale strazio. Non li votate!!
Una riflessione , prima del voto, andrebbe fatta per indirizzare la scelta verso chi ha dimostrato di avere idee e capacità pragmatiche per porle in atto.
Ho partecipato alla composizione del programma studiando il modo per attuare un progetto fattibile e, soprattutto, a costo zero in quanto interamente finanziabile dalla regione. Mi è piaciuta la determinazione di Del gaudio nella volontà di restituire ai casertani una città normale. E forte del mio impegno di tanti anni che va a connotarsi come espressione di un sentire civico tutto indirizzato a contribuire in modo incisivo e volontaristico alla vita della città, ho pensato ad un’azione politica volta alla costituzione di una Rete Civica finalizzata all’ottimizzazione della spesa e dei servizi. In tale ottica va previsto un decentramento di alcune attività a vantaggio delle frazioni, il che non significa frazionare l’azione amministrativa bensì consentire al Comune di essere presente nelle diverse aree della città collegando in modo permanente le zone circostanti al centro. Una città che sappia essere, dunque, policentrica e si impegni a non disperdere ma a valorizzare le diversità culturali delle bellissime frazioni casertane.Caserta città educante e cioè orientante ed accogliente. Una città che sappia parlare ai giovani in termini di reale e concreta promozione giovanile attraverso azioni quali : la realizzazione di una Biblioteca -Emeroteca degna di una città Universitaria da realizzarsi con progettazione regionale a costo minimo per l’amministrazione , prevedendo una ricaduta non solo in termini di servizi e promozione culturale, ma anche di occupazione giovanile.Altro punto importante sarà un sistema di sicurezza che sia tarato per controllare le zone frequentate dai giovani con video-camere e impiego della polizia municipale .La normalità diventa un vero e proprio programma di educazione alla legalità con il coinvolgimento dei giovani attraverso la costituzione di un Forum-Giovani come centro di promozione culturale e artistica per valorizzare i giovani talenti casertani e di programmazione di attività in sinergia con gli Enti del territorio finalizzata alla promozione all’appartenenza attraverso la conoscenza delle specificità , della storia e delle tradizioni della nostra città.Altra azione prevista è la formazione di Poli associativi per il disagio da realizzarsi attraverso progettazioni regionali da integrare nella Rete Civica per potenziare, attraverso una sinergia istituzionale a livello cittadino, e garantire processi di inclusione attraverso una rete di servizi rivolta alle scuole per l’assistenza e alle famiglie per il sostegno. E, quindi, anche Caserta città solidale. Tale progettazione è finalizzata anche a dare una risposta concreta all'occupazione giovanile nella Biblioteca-Emeroteca ( giovani informatici, segretarie, assistenti,laureati in Biblioteconomia , Beni culturali Scienze della Comunicazione), nelle dislocazioni amministrative e nei percorsi di valorizzazione delle frazioni (diplomati e laureati in Giurisprudenza ed economia e Beni Culturali), diplomati del terzo settore, parasanitari, osa, assistenti sociali e cooperative) nella rete di servizi: con costi minimi e progettazioni finanziate dalla regione.La Rete Civica, già sperimentata altrove, rappresenta altresì una strategia per attivare strategie interistituzionali volte al turismo che non può implementarsi in un territorio frammentato e disastrato: si parla in tal caso di turismo sostenibile.
Stefania Modestino capolista della lista MPA e coordinatrice cittadina.
15:05
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22 aprile 2011
Stefania Modestino
Inserito nel Programma
Proposte programmatiche MPA- CASERTA con Del Gaudio Sindaco: Primo Focus : La Rete Civica
La convergenza programmatica è determinante per un’alleanza che non sia mero cartello elettorale per cui Mpa sposando l’idea di Pio Del Gaudio di restituire ai casertani una città normale e connotandosi a Caserta come espressione di un sentire civico tutto indirizzato a contribuire in modo incisivo ad un’azione politica volta a rispondere alle istanze della città.
Ad integrazione del programma della coalizione , l’Mpa propone:
1-La costituzione di una Rete Civica finalizzata all’ottimizzazione della spesa e dei servizi:
a-In tale ottica va previsto un decentramento di alcune attività a vantaggio delle frazioni, il che non significa frazionare l’azione amministrativa bensì consentire al Comune di essere presente nelle diverse aree della città collegando in modo permanente le zone circostanti al centro. Una città che sappia essere, dunque, policentrica e si impegni a non disperdere ma a valorizzare le diversità culturali delle bellissime frazioni casertane.
b-Caserta città educante e cioè orientante ed accogliente. Una città che sappia parlare ai giovani in termini di reale e concreta Promozione giovanile attraverso azioni quali :
b-1 la realizzazione di una Biblioteca -Emeroteca degna di una città Universitaria da realizzarsi con progettazione regionale a costo minimo per l’amministrazione , prevedendo una ricaduta non solo in termini di servizi e promozione culturale, ma anche di occupazione giovanile.
b-2 un sistema di sicurezza che sia tarato per controllare le zone frequentate dai giovani con video-camere e impiego della polizia municipale al sabato sera.
b-3 un programma di educazione alla legalità con il coinvolgimento dei giovani attraverso la costituzione di un Forum-Giovani che diventi centro di promozione culturale e artistica per valorizzare i giovani talenti casertani e di programmazione di attività in sinergia con gli Enti del territorio finalizzata alla promozione all’appartenenza attraverso la conoscenza delle specificità , della storia e delle tradizioni della nostra città.
c-Poli associativi per il disagio da realizzarsi attraverso progettazioni regionali da integrare nella Rete Civica per potenziare, attraverso una sinergia istituzionale a livello cittadino, e garantire processi di inclusione attraverso una rete di servizi rivolta alle scuole per l’assistenza e alle famiglie per il sostegno. E, quindi, anche Caserta città solidale.
Tale progettazione è finalizzata anche a dare una risposta concreta all'occupazione giovanile nella Biblioteca-Emeroteca ( giovani informatici, segretarie, assistenti,laureati in Biblioteconomia , Beni culturali Scienze della Comunicazione), nelle dislocazioni amministrative e nei percorsi di valorizzazione delle frazioni (diplomati e laureati in Giurisprudenza ed economia e Beni Culturali), diplomati del terzo settore, parasanitari, osa, assistenti sociali e cooperative) nella rete di servizi: con costi minimi e progettazioni finanziate dalla regione.
La Rete Civica, già sperimentata altrove, rappresenta altresì una strategia per attivare strategie interistituzionali volte al turismo che non può implementarsi in un territorio frammnetato e disastrato: si parla in tal caso di turismo sostenibile.
Stefania Modestino coordinatrice cittadina MPA
00:03
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06 febbraio 2011
Caserta verso il voto stravolta dalle fazioni...
Sa che mi dicono i miei amici politici?", ci racconta la Modestino con un sorriso che riassume in sé tutta la consapevolezza della sua utopica trasgressione. "Mi dicono, mettendomi paternalisticamente la mano sulla mia spalla: Stefania, tu sei brava e preparata. Ma di politica non capisci proprio.” “E già – chiosa la professoressa di Sala –! Come se capire di politica significasse solo essere bravo a trovare il bandolo dei compromessi e delle compromissioni clientelari, l’alchimia delle lottizzazioni perfette, la matrice tattica di ogni processo. Sarò una ingenua, ma viva l’ingenuità: a me piace la politica delle idee, della costruzione, dell’analisi sociale da cui devono scaturire progetti. Ecco, il progetto deve diventare centrale e al suo fianco si possono anche muovere interessi individuali o lobbistici che non sono un peccato mortale, ma che devono essere chiaramente complementari ai contenuti e alla trasformazione di questi contenuti sempre più forti, sempre più informati dalla capacità di gente preparata, in strumenti di sviluppo sociale, economico e civile. Purtroppo – conclude la Modestino – oggi, soprattutto in provincia di Caserta, non esiste nemmeno un rapporto tra i due aspetti o se anche esiste, il peso del politicismo è schiacciante rispetto a quello della poltica.”
Questo da un articolo del 12 agosto 2008 scritto da Guarino direttore di casertace
Ora un editoriale su cui riflettere...sempre su casertace...aspetto commenti!!
http://www.casertace.biz/index.php?option=com_content&...
13:17
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12 gennaio 2011
Caserta verso le elezioni
Caserta si prepara ad affrontare un nuovo appuntamento elettorale e, messa così,sarebbe facile...ma facile non è!
Sicuramente le condizioni della città sono sotto gli occhi di tutti e nella coscienza di tutti dovrebbe esserci la consapevolezza di dare,con queste elezioni amministrative, una possibilità a Caserta.
Possibilità di sviluppo che non può non partire dalla "bonifica" della politica, possibilità di uno sviluppo sostenibile per lavorare certosinamente per far sì che i giovani non debbano più scappare dalla loro città per trovare una dimensione di lavoro,quindi, di vita e di futuro.
Un Consiglio Comunale composto di persone perbene può dare un indirizzo diverso alla politica e alle scelte amministrative.
Ecco perchè trovo "perfetta" questa nota dell'avv.Ceceri che, al di là di ogni faziosità, indica come prioritaria la necessità di guardare al futuro e invita la cittadinanza a valutare i candidati senza farsi confondere da promesse, di qualsiasi natura., nè da programi che contemplino "effetti speciali" e non la doverosa presa d'atto delle cose da farsi, possibili e concretamente realizzabili.
Questa nota va letta e la trovate su casertace.net...clikka qui e leggi .
Mi farà piacere confrontarmi con i miei lettori anche perchè ho avuto l'onore di affiancare Chicco Cereri nelle battaglie all'interno del PD e contro le azioni inadeguate della oramai passata amministazione comunale.
17:08
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10 gennaio 2011
Morire di povertà nel terzo millennio
Un neonato di soli venti giorni è morto a Bologna a causa del freddo e degli stenti. È successo il 4 gennaio, mentre i genitori, senza una casa sicura, lo portavano in giro a zero gradi, per le vie del capoluogo emiliano. Il piccolo David Borghi è morto così, per colpa delle sua difficili condizioni di vita, invece il suo fratellino gemello è stato soccorso in tempo e salvato con un ricovero d'urgenza al Sant'Orsola. Erano le sette e mezza del 4 gennaio quando il 118 ha ricevuto la chiamata, anche se solo adesso sono stati resi pubblici i particolari della vicenda. I genitori del piccolo, due italiani di 35 anni, vivevano da qualche giorno per strada con i due gemellini e un'altra bambina di un anno e mezzo. Sala Borsa era il posto in cui questa famiglia si riparava, a causa della crisi economica ed esistenziale che l'aveva privata della loro abitazione. I medici del 118 hanno fatto il possibile per il piccolo David, ma quando è arrivato in ospedale le sue condizioni erano già molto critiche, aveva la febbre molto alta e durante la notte non ha resisitito alla crisi respiratoria che ne ha provocato la morte.
INDIFFERENZA...ecco la parola chiave di questa post-modernità post-valoriale...indifferenti al disagio, indifferenti alla povertà, indifferenti...
Qualcuno indica l'indifferenza come ottavo vizio capitale, ma già Dante aveva sistemato negli ignavi coloro che "..visser sanza ’nfamia e sanza lodo... Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto bassa, che ’nvidiosi son d’ogne altra sorte. Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa».... Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d’i cattivi, a Dio spiacenti e a’ nemici sui. Questi sciaurati, che mai non fur vivi,erano ignudi e stimolati molto da mosconi e da vespe ch’eran ivi. Elle rigavan lor di sangue il volto, che, mischiato di lagrime, a’ lor piedi da fastidiosi vermi era ricolto...."
Parlerei quindi di ignavia..."non furon ribelli né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro."..cifra della società osservante del potere e della sua espressione economica e interessata solo alla proiezione di sè, appunto "per sè fuoro"
Indifferenza è ignavia...non fare, non esporsi,non parlare nè ascoltare...
Sicuramente la religione e,soprattutto, il cristianesimo ci insegna l'amore per il prossimo, ma anche la cultura, fosse solo la lettura dell'Inferno quanto ci insegna sull'umano agire..ieri come oggi e,purtroppo, anche domani.
Ed è inammissibile che oggi si muoia di fame e di freddo...è inammissibile!!!
Stefania Modestino
22:15
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04 novembre 2010
Facciamo Falciano
Il tema è la violenza, la violenza nelle sue multiformi essenze, la violenza che colpisce ed inibisce...la violenza sulle donne.
Il metodo è l'attivazione di un circuito di solidarietà.
Il lavoro sarà tutto sul territorio...dedicato alle donne..di Caserta.
Sento di dover stringere la mano a Pina Farina e Teresa Gentile...brave..la Solidarietà è Donna!!
Vi Aspetto a Falcia
no- Caserta presso la Chiesa di Santa Maria Assunta-Sabato 6 novembre 2010 alle ore 18
Un grazie a Don Elio Rossi per il suo costante impegno e per l'apertura al territorio e a Mimmo Rosario Laudato presidente di Facciamo Falciano
23:15
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09 luglio 2010
Noi blogger con Guarino!
Laboratotio democratico esprime solidarietà al Direttore Guarino!!
Una voce veramente libera, una penna tagliente amata dalla rete e da tanti casertani...snobbata e odiata dal potere...
Guarino è comunque uno che non si risparmia, lavora e rischia tanto e non naviga nell'oro anzi...la sua vita un po' da bohemien volta all'essenziale ha forse originato questa sua trascuratezza...ma chi poteva immaginare questa conclusione?
Il suo è un giornalismo spericolato che io stessa ho definito "un po' da blogger"....non può essere che dopo le pubblicazioni delle registrazioni e degli atti di indagine fatta da tanti giornali, ora Guarino paghi per articoli editi da un giornale da lui diretto nel 1999...accuse dalle quali non si è difeso forse sottovalutando le conseguenze.
Noi di Officin@ democratica gli vogliamo bene perchè è un amico ed è stato sempre disponibile ad ascoltare tutti:con lui una pagina sempre dalla parte dei cittadini e sempre in difesa del bene comune.
Si può anche non condividere i toni di Guarino, ma sicuramente non si può non riconoscere che è un giornalista libero, uno che ha capacità di esprimere il dissenso e la critica in modo tagliente e, forse, anche troppo arguto per una piccola realtà provinciale come Caserta.
Torna presto Direttore...tanti cittadini e tanti blogger vogliono leggere " che scrive Guarino"...tanti di noi ti vogliono bene!
NB CONTINUATE A SCRIVERE A
redazione.casertace@gmail.com
22:59
Scritto da: smodest
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26 giugno 2010
Ma l'alternativa esiste o è una chimera?
Dopo i "lazzi e i frizzi" su alcuni eventi del consiglio comunale, pare che qualcuno si sia offeso e abbia sollecitato amici a perorare difese direi sproporzionate e inopportune.L'ironia c'è stata e deve esserci se è tesa a stigmatizzare, con lievità, dei comportamenti, naturalmente le persone non le conosciamo e le rispettiamo a priori sempre che non si evochino toni di manzoniana memoria.
Comunque al di là di tutto ciò, come volevasi dimostrare, il bilancio è passato grazie ad un'assenza di un consigliere del PDL.Proprio perchè si evoca e si richiede a gran voce il rispetto delle persone, vorrei che non si avessero dubbi sulla natura di questa mancanza fisica dal consiglio, anche perchè, sembra, sia riconducibile ad un malore. Crediamoci. Ma con uguale veemenza si potrebbe chiedere alla destra di dimostrare alla città che codesta non è la loro espressione di governo e che alcun interesse li costringe alla resa verso atti, azioni e comportamenti politici che non condividono.
Anche a sinistra si registra il malessere.Ho letto,infatti, che Idv ha assunto una posizione di distanza, come starebbe a dimostrare, allo stesso modo, anche l'assenza di un veterano della sinistra casertana denuncia un disagio, una spaccatura profonda.
Orbene se veramente si volesse dare un segnale alla cittadinanza, sgombrando anche il campo da dubbi sulla buonafede e sul disinteresse di alcuni,basterebbe firmare la sfiducia al sindaco: i numeri ci sono, dunque cosa ostativamente si frappone tra pensiero e azione?
Sicuramente politici di spicco come il capogruppo Enzo Ferraro, l'on.le Giovanna Petrenga e l'on.le Riccardo Ventre (in rigoroso ordine alfabetico!) posseggono tutte le strategie politiche per convocare i consiglieri di destra e proporre la sfiducia. A questo punto la somma, al di là delle appartenenze, farebbe il totale: infatti, aderirebbero anche i dissidenti e, ferma restando la "novella abiura"( e qui mi si consenta l'ronia), sarebbero 17, più 2. più 2 ancora considerando l'aggiunta di coloro che devono decidere se il loro dissenso è autentico o strumentale a future candidature.(Idv e PD)
Ecco, questo sarebbe un segnale. Chiaro e inequivocabile e così, caro Direttore, mentre l'uomo venuto da Sudd ( e non è un errore!) alias il neo-commissario Pd (nonchè veterano della corte bassoliniana) è impegnato nelle spartenze tra nomine, cda, gettoni, prebende,ristori e quant'altro, la destra potrebbe cogliere l'occasione per dimostrare a noi cittadini che non esiste quel"doppio filo" di "affare" , come dichiarano esponenti dell'Idv, che lo lega a codesta amministrazione e che veramente è in grado di rappresentare l'alternativa.
Ed è questo l'aspetto pregnate, è qui che si fa la differenza, un' alternativa concreta e sostenibilmente realistica.E poichè nessuno è alternativo a se stesso, nel presente povero di idee e mancante di ogni proposta a vantaggio della comunità, l'alternativa , qualsiasi essa sia, deve necessariamente essere coniugata al futuro ma non può essere distinta dalle azioni e dalle scelte che si fanno ora.
Staremo a vedere!
Questo post è stato inviato anche a http://www.casertace.net/ che fa tanto "radio Londra"..ma non lo diciamo perchè noi siamo blogger!!
Stefania Modestino
19:47
Scritto da: smodest
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07 maggio 2010
Protesta degli abitanti di Falciano frazione di Caserta
Ricevo e pubblico la lettera di Mimmo Rosario Laudato, presidente del comitato Facciamo Falciano , lettera già inviata al Sindaco di Caserta ,al
Prefetto,e al Comandante della Polizia Municipale di Caserta.
Inutile dire con quanto rammarico esprimo la mia solidarietà per questi cittadini che vedono, di giorno in giorno, il loro quartiere sempre più abbandonato e ostaggio della microcriminalità.Invece di pensare alle cariche e agli incarichi, questa amministrazione avrebbe dovuto intervenire incisivamente sulla questione e risolvere, almeno in parte, il disagio dei Casertani che abitano nella frazione di Falciano.Invece, cari concittadini, siamo presi e compresi nel pensare quale assessorato piaccia a Greco o se possa subentrare Toscano...siamo alle prese con una mancanza di dignità e di rispetto per la città che non ha conosciuto eguali in nessuna amministrazione del passato! Ricordiamocene quando andiamo a votare...ricordiamo il nome dei consiglieri uscenti..e non votiamoli più!! O non ci lamentiamo più...Stefania Modestino ( foto)
La lettera di Mimmo Rosario Laudato,(nella foto) Associazione "Facciamo falciano"
Il comitato dell’Associazione “ Facciamo Falciano” quale portavoce dei residenti della Frazione Falciano di Caserta intende contestare la continua assenza delle Istituzioni nei confronti del nostro quartiere.
Negli ultimi tempi la nostra comunità vive assediato da malviventi che sistematicamente svaligiano più case ogni notte.
Violenza nella violenza , infatti i ladri si introducono di notte nelle nostre abitazioni, scardinando porte e finestre, rubano quello che vogliono e fuggono a bordo delle nostre auto, tutto ciò avviene mentre i proprietari sono nelle proprie abitazioni, luogo che anni fa era ritenuto sicuro e protettivo, ma dove oggi è divenuto luogo dove si consumano atti criminali più afferrati.
Si chiede un pattugliamento costante di giorno e di notte delle forze dell’Ordine nel quartiere al fine di garantire un minimo di tutela ai già tartassati cittadini, gli stessi si stanno organizzando per una protesta più vivace e rappresentativa al fine di raggiungere il proprio fine.
In attesa di un vostro intervento vogliate gradire distinti saluti.
Caserta 07.05.2010 il presidente Mimmo Rosario Laudato
18:51
Scritto da: smodest
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25 aprile 2010
La politica che mi spaventa...
Similmente a quel modo di "fare il tifo" sconfinando nell'irrazionalità più assoluta fino alla violenza, oggi le formazioni politiche vivono,al loro interno, dimensioni di "tifo" fazioso e irrazionale.
Perchè il mio pensiero sia chiaro e poichè sono stata rimproverata di esprimermi incomprensibilmente(?), condurrò il mio ragionamento parametrandolo al calcio...alla portata di tutti...
Ora, se la "nostra" squadra gioca bene e vince...no problem...ma se gioca male o comunque l'avversario è più forte allora cosa fanno gli ultrà? Botte, disordini, offese all'arbitro..irrazionalità
assoluta fino ad uccidere...e la cronaca lo dimostra!
Ma cosa mi spaventa? Mi spaventano anche gli amici quando presi dalla "tifoseria" non riescono a ragionare serenamente sul metodo...
Tanto per chiarire caso Caserta: amministrazione disastrosa per la città , mantenuta in piedi da giochi di potere.Ora il sindaco è fuori dal Pd e con lui 4 assessori. Il Pd cosa decide di fare? Partendo dal discutibile principio "che il potere non si lascia mai" decide di continuare a sostenere tale disastro.
Qual è la loro decisione? Conservare posizioni di potere! Assessori ben saldi sulle poltrone e conseguente appoggio al sindaco.
Quale sarebbe stata, seppur in un'ottica non del tutto condivisibile,una posizione dignitosa? Appoggio esterno senza delega alcuna e controllo di atti e di bilanci.
Tornando al calcio, Maradona è stato amato da noi napoletani...ci ha regalato un sogno...ma poi ci ha tradito, anzi ha tradito lo sport...è stato il più forte ma ha sbagliato...c'è poco da dire!Noi di Maradona non ne abbiamo...eppure...
Mi spaventa l'amica che mi dice" ..e vabbè quello è un disonesto..ma noi dobbiamo mantenere il potere..un'amministrazione
Ecco l'irrazionalità della politica ultrà del potere che mi spaventa... ecco perchè mi è piaciuto Fini...e quando Parisi ha cercato in assemblea nazionale del PD di esprimere il suo dissenso è successo anche di peggio...
Mi spaventa che tutti questi che inneggiano al 25 aprile, alla libertà, alla democrazia sono gli stessi ultrà pronti a difendere anche la corruzione per la conservazione del potere!
Ora se tutto questo è giusto, se è politico...non lo so in modo assoluto...so solo che mi crea disagio, ci sto male e ancora una volta penso che la prassi senza teoria è cieca...sarà una mia idea strana o folle, ma la politica senza cultura ci ha portato fin qua...dritti nel disastro..in balia degli ultrà!
Una politica fatta di slealtà, senza valori ma solo relativa a qualche carriera...nel disvalore totale che politica è..ma abbiate il pudore di non parlare di libertà!Questo è il sistema della violenza occulta...quella violenza che ruba il futuro ai nostri figli...quante persone ho incontrato "raccomandate" vergini-baldracche( uomini e donne) che nel loro ossimoro esistenziale hanno tolto a chi meritava la possibilità di lavorare...quante vite danneggiate...e mi sento dire "..ma che fa..in definitiva che vuoi che sia..."
Per me è gravissimo!
Non ci resta che piangere...o si può fare qualcosa?
Stefania Modestino
16:44
Scritto da: smodest
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09 aprile 2010
Salviamo Caserta
Salviamo Caserta! Lancio un Movimento , un Laboratorio per portare la nostra città a condizioni di vivibilità e di civiltà.Mettiamoci insieme, tra persone perbene senza pensare alle appartenenze ideologiche.Bisogna solo lavorare tanto e concretamente. Costruiamo insieme un progetto, poi vedremo quale sindaco scegliere.Nessuno, comunque, tra i "complici" dell'attuale drammatico degrado!Aspetto le vostre adesioni!
Stefania Modestino
00:27
Scritto da: smodest
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12 marzo 2010
Siamo in campagna elettorale!
Siamo in Campagna Elettorale...
eh sì carissimi amici ed amiche del nostro laboratorio, Officin@ Democratica scende in campo e vuole sostenere attraverso Tommasina Casale i valori di trasparenza e legalità che hanno contraddistinto la sua formazione.
Tommasina Casale è una di noi, è nata a Sessa Aurunca nel 1970 e abita a Cellole.Giornalista pubblicista, ha lavorato per le maggiori testate provinciali e regionali cui tuttora collabora saltuariamente.Lavora a Napoli presso l'Astir, ente regionale preposto alle bonifiche, dove cura la comunicazione e l'immagine.Mamma di due ragazzi adolescenti,Gioacchino e Davide, è felicemente sposata con Pasquale.
Ma è soprattutto una delle voci più critiche di Officin@ Democratica e,nonostante non abbia padrini e,quindi padroni, ha deciso di affrontare questa avventura...
Il suo programma è in sintesi : ATTENZIONE AL TERRITORIO...Si parte dalle caratteristiche di ogni distretto per costituire una rete di azione a vantaggio delle istanze che numerose e diverse emergono da ogni realtà.
Parola d'ordine è metteri al servizio di una RETE TERRITORIALE...Cosa farà quindi Tommasina Casale da consigliera Regionale? Si metterà a disposizione dei territori, su ogni distretto avrà una propria agenzia per favorire il collegamento con la Regione.
Il suo programma sarà costruito con i progetti delle città e dei paesi...Tommasina casale ha già dimostrato di saper lottare e alzerà la voce e combatterà con passione e con impegno per le problematiche che ,di volta in volta, si presenteranno.Sarà la vostra voce!
VOTA TOMMASINA CASALE con DE LUCA
15:51
Scritto da: smodest
in Elezioni 28 e 29 marzo 2010 | Link permanente | Commenti (0)
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25 ottobre 2009
Appello dell'UNESCO:la Presidente Prof.Iolanda Capriglione
Dopo un periodo di silenzio dovuto all'oscurantismo dei politici casertani che non pochi problemi hanno causato allo staff di laboratorio democratico, pubblichiamo una questione posta dalla prof.ssa Capriglione, Presidente dell'UNESCO, e studiosa da sempre impegnata per la diffusione e l'affermazione della Cultura sia dalle cattedre universitarie sia politicamente come Assessore alla Cultura di Caserta e come promotrice di numerose iniziative culturali in Italia e in Europa.
La lettera della Prof Capriglione inviata a Regione Campania Assessorato alle Politiche Sociali,Regione Campania Assessorato ai Beni ulturali
Regione Campania Assessorato al Turismo,Capigruppo Regione Campania,Prefetto di Caserta,Sindaco di Caserta,Presidente del Consiglio Comunale,Capigruppo Consiglio Comunale,Commissario Straordinario Provincia di Caserta.Soprintendenza Ai BBSSAA,Coasca,Italia Nostra
FAI,Ordine degli Architetti,Confindustria,Camera di Commercio,Ascom,CNA,Confartigianato,Confcommercio,Pro loco,CGIL CISL UIL CISAL UGL,Giornali,Radio Televisioni,Parlamentari casertani: beh, questa volta nessuno potrà dire di non essere stato informato!
Riqualificazione del complesso immobiliare ex C.N.P.C
Caserta, Viale Ellittico_Piazza Carlo III
La Regione Campania con “Deliberazione n. 1353 del 6 agosto 2009 – progetto di infrastrutturazione a finalita' sociale volto all'integrazione e all'inclusione degli immigrati presenti sul territorio della provincia di Caserta” propone “la ristrutturazione di un immobile finalizzata alla realizzazione di un Centro Polifunzionale, destinato a servizi sociali e di orientamento, rivolto alla platea di immigrati che hanno già regolarizzato la loro presenza sul territorio e che necessitano di interventi di supporto a vantaggio del nucleo familiare e/o a sostegno dell’attività lavorativa”.
Nello specifico la delibera ha come obiettivo l’accesso a fondi del Ministero degli Interni (attraverso la partecipazione al bando PON Sicurezza per lo Sviluppo Obiettivo Convergenza 2007 - 2013 Asse II Diffusione della legalita', Obiettivo Operativo 2.1) per la “Riqualificazione del complesso immobiliare ex C.N.P.C. in Caserta al Viale Ellittico 21-23 dal costo totale previsto di 6.735.000 euro, relativo alla riqualificazione dei capannoni facenti parte del complesso immobiliare ex C.N.P.C.” di proprietà della Regione Campania stessa.
Il progetto della Regione Campania, che interessa l’edificio fronteggiante l’area ex Aeronautica (divenuto ora spazio verde della città) individua quindi nell’area dell’ex canapificio (parte integrante del complesso monumentale della Reggia di Caserta) la sede di un centro di accoglienza per immigrati. Questa scelta, fatta senza alcuna concertazione, ha destato sconcerto e preoccupazione nella cittadinanza e nelle associazioni che, congiuntamente, hanno inoltrato una nota agli organi competenti e alle associazioni di categoria.
Il complesso vanvitelliano, costituito dalla Reggia, piazza, viale Carlo III, S. Leucio ed Acquedotto Carolino, è sito UNESCO e quindi è un Bene inserito nel patrimonio mondiale che va conservato e tutelato con molta cura ed attenzione, predisponendo un progetto che contempli linee di recupero urbanistico ed edilizio, compatibili per quelle aree interessate da progetti non realizzati con i fondi UE .
Il “PIT Grande Reggia” ha individuato il sito UNESCO quale attrattore culturale per lo sviluppo turistico culturale del territorio della conurbazione casertana (documento di orientamento strategico approvato dalla Regione per i fondi già erogati U.E.), per cui è evidente che la funzione scelta non è idonea allo sviluppo turistico culturale.
A tutela dell’area monumentale, dopo i lavori già realizzati, va redatto lo studio di assetto urbanistico delle aree a contorno da far rientrare nella redazione del Piano di gestione obbligatorio per i siti UNESCO.
Nella tutela rientra anche la conservazione di tutto il complesso del Consorzio canapa stesso, memoria storica di un’attività agricola portante della provincia di Caserta, che, per la sua veste architettonica, è un manufatto di archeologia industriale: un complesso che dispone di ampi spazi liberi da conservare in maniera unitaria individuando una funzione compatibile relazionata alle altre funzioni già presenti nel raggio visivo della Reggia.
Sulla piazza e negli scorci visuali infatti prospettano, oltre lo stesso ex Canapificio: la sede della scuola di Pubblica Amministrazione, il futuro archivio di Stato, il Jolly Hotel, la stazione ferroviaria, le Poste Ferrovia, la sede di una facoltà universitaria, la nuova Aeronautica ed infine un nuovo polmone di verde comunale che sarà inaugurato a fine mese.
La nuova destinazione proposta dalla Regione si configura in modo incoerente nel contesto monumentale del grande attrattore che ha bisogno, invece, di necessarie infrastrutture. Già nel PRG della città di Caserta l’area è indicata quale “Attrezzatura di tipo comprensoriale”, da scegliere tra quelle indicate dal documento programmatico, e quindi compatibili con il ruolo che dovrà svolgere il grande attrattore.
Tra l’altro, oltre la discutibile destinazione già individuata per l’ex Canapificio, inquieta l’attenzione puntuale posta verso una sola parte del complesso monumentale, denunciando la carenza di una indispensabile, e auspicabile, Visione generale.
L’intera area, della quale è fulcrale la presenza della Reggia vanvitelliana, è un Bene collettivo che supera oggettivamente la valenza locale, ponendosi alla scala comprensoriale e regionale. La sua pregnanza sul piano monumentale, e dimensionale, presuppone una dotazione di adeguate attrezzature a servizio della cospicua presenza di visitatori (in media, circa un milione l’anno): esse vanno dall’informazione alla mobilità, dall’accoglienza alla comunicazione, etc.
L’utilizzo dell’ex Canapificio andrebbe orientato verso una integrazione di funzioni e uno sviluppo qualitativo e culturale del complesso. La cultura (e nello specifico i beni culturali) è tra gli obiettivi da perseguire per un’effettiva crescita del nostro Paese, il cui potenziale di sviluppo è interamente insito in questa sua obiettiva e riconosciuta valenza.
Caserta, 19 ottobre 2009.
Il Presidente Club Unesco Caserta
Prof.ssa Jolanda Capriglione
09:54
Scritto da: smodest
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23 maggio 2009
Convegno Fidapa - SEMPRE PIU’ VIOLENZA, SEMPRE MENO PENA: Nessuno mai potrà più udire la mia voce
COMUNICATO STAMPA
Caso Beatrice – Certezza della Pena, Stellato: “Il sistema giuridico per certi versi andrebbe completamente rivisto”. Tina Abbate: “Rappresento quelle madri le cui figlie non possono più parlare né difendersi in prima persona”.
Convegno Fidapa - SEMPRE PIU’ VIOLENZA, SEMPRE MENO PENA: Nessuno mai potrà più udire la mia voce”
Il convegno organizzato dalla F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Done Arti e Professioni) di Teano, presso la sala del Loggione, il giorno 21 maggio, sulla difficile condizione delle donne anche in quanto vittime di reato, ha vista un’ampia presenza di ospiti ed un’appassionata partecipazione alle discussioni proposte dai relatori. Era presente all’incontro Clementina Abbate, Presidente dell’Associazione “VERI” e madre di Veronica Abbate, la giovane di Sessa Aurunca, assassinata tre anni fa da Mario Beatrice, il fidanzato. Presenti inoltre Giuseppe Stellato, avvocato penalista e difensore di parte civile della famiglia Abbate nel corso del procedimento giudiziario, Deborah Riccelli, scrittrice e autrice del libro dedicato alle donne vittime di reato: “Nessuno mai potrà più udire la mia Voce”, Carla Capolongo, psicologa, operatrice presso il carcere di Secondigliano a Napoli, Egle Pilla, Gip del Tribunale di Napoli.
Una testimonianza ancora una volta terribile quella di Clementina Abbate sulla morte di sua figlia Veronica ha scosso la platea e concentrato l’attenzione sul discorso della certezza della pena, oggi argomento più che sentito: “Non voglio raccontare ancora la morte di mia figlia ma testimoniare che rappresento molte madri, tutte quelle a cui sono state strappate le figlie, ragazze che non hanno più voce e mai più potranno parlare. Ad oggi, così come stanno le cose – ha denunciato con rabbia la mamma di Veronica – con gli sgravi di pena, le licenze premio per buona condotta, ecc ecc, fra quattro cinque anni mi vedrò camminare fuori casa l’assassino di mia figlia”.
Il Beatrice, infatti, nonostante una prima sentenza di 30 anni, è stato poi condannato a soli 18 anni, nonostante l’accertata colpevolezza e l’aggravante dei futili motivi. Il racconto delle fasi processuali da parte dell’avvocato Stellato ha ulteriormente sgomentato il pubblico: “Abbiamo vissuto un processo denso di tensioni e pressioni – ha raccontato Stellato – ricco anche in contraddizioni ed incongruenze, nel corso del quale pare che al Beatrice siano stati abbuonati almeno 15 anni. Ma la storia di Veronica processualmente non è ancora finita. Il 28 maggio saremo ancora in aula a discutere in Cassazione, l’ultimo grado di giudizio e a contestare quei 18 anni, insoddisfacenti relativamente all’orrido delitto commesso. Noi ci auguriamo di aprire una breccia, perché un processo del genere è un processo che non si ripete. Ci auguriamo che la Cassazione possa riequilibrare gli elementi sfalsati, solo così si può recuperare una fiducia nell’individuazione della pena. Se dovessimo fare una valutazione generale dovremmo rivalutare parecchie cose del nostro sistema giuridico ”.
Un dibattito serrato in particolare quello tra il Gip Egle Pilla e l’uditorio. Il magistrato si è trovato quasi a dover difendere il proprio operato e quello dell’intera magistratura dalla rabbia e dall’incomprensione dei presenti che, profittando di questa simbolica presenza, hanno chiesto leggi nuove che consentano di giudicare con maggiore equilibrio e pene esemplari casi del genere. “Entrare in quella Camera di Consiglio e prendere una decisione – ha dichiarato il Gip Pilla – è la cosa più difficile in assoluto che si possa fare, soprattutto relativamente all’aderenza tecnica alle leggi. Il nostro lavoro è denso di condizionamenti che dobbiamo assolutamente e costantemente superare”.
Sul Blog di Veronica Abbate: www.veronicaabbate.it ci sono tutte le informazioni sulla battaglia che mamma Clementina sta conducendo con la sua associazione Veri per la petizione sulla CERTEZZA DELLA PENA. Sul sito http://www.movimentoperlitalia.it troverete il modulo da scaricare
20:51
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20 maggio 2009
Pacchetto Sicurezza del Governo - La posizione di Stellato
SEGRETERIA STELLATO
Vice Presidente 4°Commissione -Urbanistica
Lavori Pubblici e Trasporti
Componente Commissione Ambiente
COMUNICATO STAMPA
Pacchetto Sicurezza del Governo - La posizione di Stellato: “Un modo per inasprire la criminalità sul territorio, Cosa succederà a casa nostra, nella nostra provincia? Non si fanno le leggi con i decreti di emergenza”.
“Non possiamo continuare ad andare avanti attraverso decreti di emergenza che sottraggono all’aula una discussione seria su tutti gli aspetti rilevanti del Paese. Aspetti che non riguardano solo la sicurezza ma una vasta gamma di importantissimi temi che spaziano in varie materie, dalla criminalità, all’immigrazione, dal diritto di famiglia, ai temi del lavoro.
Insomma, un pacchetto assolutamente composito che introduce anche nuove figure di reato, che andrebbero ben analizzate e razionalizzate. Una discussione maggiormente articolata non sarebbe stata male, ripeto, far passare tutta una serie di trasformazioni legislative attraverso un decreto d’urgenza mi sembra abbastanza azzardato e superficiale, una metodica che denuncia la mancanza di volontà di innescare un vero e costruttivo confronto.
Le prime letture intanto ci consentono di poter già ravvisare futuri problemi, soprattutto per quanto riguarda gli immigrati ed i diritti acquisiti di natura internazionale. Parecchi problemi poi si porranno sul reato di clandestinità, diciamolo, è assurdo: non può esistere un reato per la posizione squisitamente soggettiva. Se il clandestino delinque ed allora mi sembra giusto intervenire, ma laddove lavora e lo fa duramente, con gli aggravi, inoltre, del vivere in una società nella quale non è del tutto integrato, allora non mi sembra plausibile parlare di punizione, non può essere punito. Non dimentichiamo poi che abbiamo tempi per le regolarizzazioni assolutamente lunghi, e dunque mi chiedo, anzi chiediamoci, tutte le posizioni intermedie che fine fanno? Quelle badanti regolari che sono già da tempo sul territorio e che terminano il periodo lavorativo, che fanno, vanno a casa? Beh, mi pare che non ci stiamo adeguando a quelle che sono le esigenze effettive di tutela delle popolazioni presenti sul nostro territorio.
Ricorderei, sapendo di ripetere un concetto già noto, che molte di queste persone, quelle che lavorano duramente e con poco ritorno, sono fondamentali per l’economia del Paese, una parte di economia che resterà sfalsata, nelle mani della più assoluta deregolamentazione. In questo modo andiamo ad incrementare le fila dell’irregolarità se non della criminalità.
Ma l’aspetto allucinante, e non dico niente di nuovo, è quello relativo alle ronde: è vero che saranno gestite dai sindaci ma questo non è assolutamente una tutela definitiva. Nasceranno di certo dei difetti di coordinamento con le forze dell’ordine; il coinvolgimento dei privati non potrà portare nulla di buono in assoluto. Questa voglia di punizione delegata ai cittadini è da brivido, una sorta di ritorno al passato, fenomeni che abbiamo già verificato sui nostri territori e che non hnno di certo dato buoni risultati all’epoca né tantomeno li daranno adesso. Vi immaginate cosa accadrà nella nostra provincia, nel casertano, sul territorio per esempio di Castelvolturno di Casal di Principe o Marcianise? Arriveremo a ronde punitive regolamentate dal desiderio personale di farsi giustizia.
Mi sembra, personalmente e politicamente una scelta assolutamente irrazionale, un pacchetto che non dà risposte reali al paese ma ha un solo significato: demagogico”.
23:18
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19 maggio 2009
Questione Ospedali Melorio e Palasciano

SEGRETERIA STELLATO
Vice Presidente 4°Commissione -Urbanistica
Lavori Pubblici e Trasporti
Componente Commissione Ambiente

gli Ospedali Melorio (SMCV) e Palasciano ( Capua)
COMUNICATO STAMPA
Ospedale Melorio – Nessuno allarmismo su chiusura struttura o riduzione del personale. Stellato:”Il nosocomio sammaritano rientra a pieno titolo nella rete tracciata dalla legge 16. Abbiate fiducia nelle istituzioni”.
Dopo l’avvio del commissariamento dell’azienda sanitaria locale c’è sfiducia tra gli operatori della sanità. I timori di riduzioni, chiusura, declassamenti della struttura ospedaliera sammaritana fanno ancora da spauracchio. Il Consigliere regionale Giuseppe Stellato, da sempre in prima linea sulla questione sanitaria regionale e sammaritana in particolare, tiene a rassicurare la popolazione e il personale ospedaliero.
- Consigliere, qual è al momento la situazione del Melorio, così come quella del Palasciano?
“Sia il Melorio che il Palasciano rientrano a pieno titolo nella rete ospedaliera tracciata dalla legge 16 del 2008 con cui la regione ha individuato fabbisogni ed esigenze dei presidi ospedalieri sul territorio. In base a tali disposizioni, che non sono superabili e in relazioni alle quali non risulta che vi siano prvovvedimenti tesi a modificare la situiazione normativa, bisogna solo fare in modo che la struttura continui a costituire un punto di riferimento per l’intero territorio, recuperando in tal modo un rapproto di fiuducia del cittadini e l’istituzione sanitaria.
Noi teniamo da portare avanti una semplice interlocuzione tesa al rispetto di un testo di legge. Non credo che ricorra alcuno dei presupposti per ridurre la consistenza dell’ospedale in santa maria cv
Perlatro è noto che vi sono delle situazioni all’avanguardia che vanno assolutamente tutelate…in maniera particolare anche col primo piano sanitario ospedaliero, si pose l’accento sull’unità di senologia sullìUtic che consentiva ncvhe la partecipazione alla rete di emergenza.
Va anche detto che anche gli altri reparti forniscono risposte articolate su territrio come ad esempio la ginecologia che ha un numero notevole di parti, la chirurgia genmerale e la medicina generale che costituiscono il presidio di più diretto riferimento per la popolazione.
E’ dunque da sconsigliare anche quasiasi formza di riduzione del personale che deve essere avversata in quanto metterebbe a rischio il corretto funzionamento di una struttura che fra grosse difficoltà continua a fornire qua sul fuoco contro gli allarmismi abbiate fiducia nell’ospedale e nel territorio perché la sanità pubblica non verrà mai eliminita dal territorio
20:27
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07 maggio 2009
Costruire una cattedrale

Lunedì 11 maggio, Enrico Letta sarà a Caserta per presentare il suo libro. Giro di saluti presso la Segreteria Cisl di Via Ferrarecce e poi al Comunale, introdotto da Giuseppe Stellato e Chicco Ceceri.
“COSTRUIRE UNA CATTEDRALE” ( vedi scheda libro)
Lunedì 11 maggio, Enrico Letta sarà a Caserta per presentare pubblicamente il suo nuovo libro "Costruire una cattedrale. Perché l'Italia deve tornare a pensare in grande" edito da Mondadori. Insieme a lui ne discuteranno Savino Pezzotta, ex Segretario Cisl, Umberto Ranieri, presidente Commissione Esteri alla Camera, l’avvocato Giuseppe Stellato, Consigliere Regionale e Chicco Ceceri, già segretario provinciale del PPI. Modera la giornalista Alessandra Sardoni, uno dei volti La7. L’appuntamento è alle ore 19.30, presso il Teatro Comunale di Caserta, in via Mazzini, 71.
Il Parlamentare continua dunque il tour di presentazione in giro per l'Italia, che ha già toccato le città di Trieste, Napoli, Salerno, Modena, Mantova, Padova e gli Internazionali di tennis di Roma.
A Caserta, Enrico Letta si anticiperà anche di qualche ora per un passaggio, insieme a Pezzotta, alla sede territoriale della Cisl provinciale di Via Ferrarecce, dove, alle 18.00, saluterà il Segretario Generale Carmine Crisci e i vari Segretari di categoria, tra cui Rino Brignola, Segretario Cisl Funzione Pubblica provinciale. Il mondo del lavoro è uno dei temi cari a Letta. Nell’ultima intervista concessa al Sole 24ore infatti, l’ex ministro lancia l’allarme di una «marginalizzazione del centro-sinistra nelle aree più forti del Paese» e ancora afferma: «Dobbiamo parlare direttamente al mondo del lavoro e non più soltanto alla sua rappresentanza, ai sindacati». Il colloquio di Letta con la Cisl consolida inoltre un rapporto esistente e vivo con il mondo sindacale, iniziato già con le scorse primarie.
L’incontro con il pubblico al Teatro Comunale sarà aperto dai saluti di Giuseppe Stellato, anima, promotore e antesignano dell’adesione all’area Letta in Terra di Lavoro, e di Chicco Ceceri, appunto, altro aderente insigne alla corrente.
“Mi piace ribadire ancora una volta - sottolinea Stellato - che la visita di Letta a Caserta non è casuale, ma è chiaramente l’occasione per presentare una nuova unità di cui siamo orgogliosi, l’occasione per sottolineare la continuità di un rapporto costruttivo con le altre anime moderate del Partito Democratico di Caserta e dell’intero Paese. L’area Letta, dunque, costituisce oggi un luogo dove si consolida la nuova e consistente sensibilità del Partito, utile e significativa per il futuro del gruppo. Voglio ricordare che attualmente le tre province della nostra regione, Napoli, Salerno e Caserta hanno costituito intorno alla figura dell’Onorevole Letta dei gruppi significativi di consenso e di movimento elettorale, sicura base per un ulteriore rilancio della ideologia moderata e progressista nel centrosinistra campana e nazionale”.
“Costruire una Cattedrale. Perché l'Italia deve tornare a pensare in grande”
Lunedì ore 19.00, Teatro Comunale, Via Mazzini
Il commento di Felice Catacusemme ( nome vero o presunto) è stato escluso perchè contenente ingiurie dirette a terzi
18:21
Scritto da: smodest
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29 aprile 2009
IL GRIDO DEL MALESSERE
Pubblichiamo la lettera di IDA IORIO,
una militante del Pd che vive le nostre stesse sofferenze.....
Ci risiamo, anzi ci siamo da sempre, immersi nella più complessa forma di vanità, sommersi dalla comune mancanza di ideali. Si perché è proprio di questo che si tratta, mancanza di ideali, di prospettive comuni, di unità. Cosa accade allora? Accade che tutto finisce, che tutto si trasforma nel nulla da cui è nato, dalla mancanza di ideali politici e di speranze, quello che oggi è il mio amato PD. Lo grido forte, lo strillo, non solo io ma tanti giovani e volenterosi militanti, siamo stanchi. Stanchi di veder crollare un ideale, di essere gli ultimi della classe, di vedere impotenti il divenire delle cose. Stanchi di dover giustificare anche il solo fatto di sentirsi parte integrante di un progetto politico al quale teniamo. Ma allora quando il Partito Democratico deciderà realmente di fare un passo avanti, quando? Quando oramai la speranza sarà diventata come una candela morente? Le discussioni serie devono nascere dal cuore ferito di un partito, e dalla rabbia di coloro che credono ancora nel progetto. Diamo spazio ,non alle sterili discussioni, ma alla potenza assoluta del confronto. Usciamo dagli schemi predefiniti delle spartizione “ per area” e uniformiamoci guardando al nuovo, al pulito, perché la gente, quella che è parte integrante dell’elettorato di sinistra si ricreda, e finalmente ci dia la sua fiducia. Sì, lo grido: basta, davvero basta di vedere prime donne smaniose di un potere che logora, e che non apporta nulla di positivo. Siamo stanchi di subire indiscriminatamente situazioni che lasciano l’amaro in bocca, situazioni in cui non ci identifichiamo e di nemmeno vogliamo discutere. Vogliamo cominciare a lavorare, in modo serio, in modo costante, in modo che si possa pensare a noi come un partito coraggioso, che non si nasconde dietro veline e tv, ma che nasce e cresce dalla forza di uomini e donne che della dialettica e del confronto ne fanno pane quotidiano. Bisogna avere solo il coraggio di cambiare, ma soprattutto, di ammettere, una volta e per tutte, che il cambiamento è un atto di dovere e di rispetto.
Ida Iorio
Componente della direzione cittadina di Aversa e di quella provinciale del Pd
16:34
Scritto da: smodest
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26 aprile 2009
Quando non si dialoga si genera l'esasperazione!
Oggi 25 aprile, non certo la festa di una o piuttosto dell’altra parte, ma ritengo sia la celebrazione della nostra Repubblica così come fondata sui valori laici Pensiero,Azione, Sacrificio, Diritto, Forza, Concordia,i cui simboli campeggiano sul Vittoriano dominando Roma e,con essa, metaforicamente , l’Italia intera… questi i nostri valori...questa la nostra forza..W l'Italia !
Ma, non penso che a Caserta ci si sia stato lo spirito per poter riflettere su questo, ancora una volta la discrasia tra l’amministrazione e la città determina ansie collettive e depressione dei territori.
Ieri la protesta di operatori del commercio esasperati dalla mancanza di dialogo ,non costituisce altro che un’ennesima dimostrazione di quanto non ci sia, in chi governa, l’idea della città…
Deprimere uno dei settori da sempre più attivi di Caserta significa danneggiare il tessuto economico e, quindi, determinare la perdita di posti di lavoro, di servizi, di tutta quella piccola, ma vitale, economia che scaturisce ,anche, dall’indotto del commercio.
E se riflettiamo su quante categorie professionali sono altresì legate a questo settore economico, come commercialisti, avvocati, architetti etc.etc…ci rendiamo conto di come sia lontana l’amministrazione dalla città.
Al di là dei tecnicismi strettamente legati alla Ztl, che andrebbe individuata in un clima di concertazione con la cittadinanza come, del resto, il PUC e le altre iniziative permanenti volte a determinare nuovi assetti urbanistici, in questi anni, da cittadina prima e poi da delegata nazionale del PD ( e quindi da militante) devo rilevare quanto sul nostro territorio sia lontanissima la gestione amministrativa dalla politica. Come presidente di Officin@ democratica mi onoro di guidare un gruppo di opinione che più di una volta si è scontrato con le amministrazioni e ha contrastato pubblicamente ,attraverso la stampa e la rete ,con il blog laboratorio, scelte che, a nostro giudizio, risultano contrarie ai valori del Partito democratico e a qualsiasi scelta di buon senso.
Più di una volta abbiamo cercato e stimolato il dialogo con gli amministratori , ma ci dicono che la politica è cosa diversa dal governo del territorio.
Questa tesi apre una serie di considerazioni prima fra tutte la motivazione al voto di un partito che non dialoga con le amministrazioni che elegge. Stravagante…ma per me è un’escamotage per evitare la “complicazione” di un dialogo democratico…eh sì perché c’è penuria di democrazia…e si legge nell’immobilismo e nel danneggiamento dei territori una logica dal duplice e discutibile obiettivo. Infatti se si danneggia la società della produzione e del mercato del lavoro si consegna la città ad una depressione economica e sociale che diventa “volano” di illegalità. Dove se non nella difficoltà può “pescare anime” la malavita organizzata? Dove se non nell’asfissia degli imprenditori si offre il destro all’usura e al rachet? Uno strano un clima di decisionismo all’incontrario anima( si fa per dire i nostri amministratori…aridi e cavillosi allo stremo verso le imprese ( non quelle casalesi naturalmente!!), burocrati sordi e pieni di sicumera fino all’immobilismo e poi, tutto a un tratto, lesti decisionisti per una sede universitaria che , stranamente, vede tra i giovani professori nomi noti della politica cittadina( come dalla “DERIVA” di Stella e Rizzo), rigidi su tutto , ma flessibili per accontentare un potente consigliere molto interessato a che la ex san Giorgio continui i suoi servizi finanziari con Caserta e non solo…
Stravagante no? Strozzare la città e favorire, poi, capitali liguri…strano…e incomprensibile!!Eh sì negli ultimi anni c’è una sola categoria che non conosce la crisi…quella della nostra piccola casta casertana…non c’è pericolo che sfugga loro un’occasione…ma fa che sono troppo distratti dai propri affari per concentrarsi sui nostri problemi?
La domanda è retorica, giostre di nomi noti nei consigli di amministrazione, stipendi negli enti paritetici, filiera di finanziamenti regionali…beh hanno davvero un gran da fare…ma questa è la legalità che tanto retoricamente sta a cuore ai politici?
Certo non è questo il Partito democratico cui ho aderito e con me i miei sostenitori, non è questo che è scritto nei nostri codici etici…soprattutto non sono democratici quei politici che pensano ancora di gestire il potere prendendo in giro i cittadini. Noi non siamo stupidi e chi di noi si sente veramente democratico combatte e combatterà un sistema di gestione che al di là di ogni sana politica si regge solo su un trasversalismo da inciucio che nulla ha da vedere con il Partito democratico. Officin@ democratica è a favore di una politica dei cittadini, noi ascoltiamo la gente. esempi come la parentopoli, della Provincia, come l’abbandono delle strutture delle scuole superiori ( su cui fa amaramente sorridere l’intervento di ex assessori provinciali), come la consulentopoli , e si potrebbe continuare in questo deserto di dialogo che favorisce ed ha favorito solo la casta casertana.
Allora il Partito democratico esiga nelle totalità delle sue componenti che venga immediatamente stabilito un clima di concertazione e di ascolto con le categorie e con la cittadinanza…Poi andremo a discutere insieme , anche sul PUC, sugli assi vanvitelliani tanto cari ad mio amico brillante architetto casertano…sulla città e sul suo futuro che ci appartiene e che non può essere stravolto da uno sparuto gruppo di amministratori…se no si dimettano e ascoltino l’appello di cittadini esasperati che non li riconoscono più come loro rappresentanti….nè noi come i nostri!
Concludo invitando tutti i democratici e le democratiche a riflettere su quale possa essere la politica, economica e sociale, che sia davvero finalizzata alla legalità…e sulla scelta di rappresentanti che sappiano essere “servitori funzionali” allo sviluppo della città e non più solo fautori del proprio benessere.
02:03
Scritto da: smodest
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23 aprile 2009
Enrico Letta a Caserta
Pubblichiamo la nota dell'on.le Stellato ed esprimiamo il nostro apprezzamento per l'attività di tutti coloro che non dimenticano i territori...troppo spesso ci chiedono sostegno e all'indomani del voto non rispondono più al telefono..anche nel PD..i desparecidos ..questi della lussuosa casta...sono in tanti e in tante...eh per le pari oppotunità...almeno in questo!!!
Officina@ Democratica incontrerà con piacere ancora una volta Enrico Letta...leggeremo il suo libro e in cambio gli daremo una novella tutta casertana....forse le cattedrali andrebbero fatte anche qui...anche una chiesetta....scherziamo ma per augurarci l'apertura di una stagione veramente democratica a Caserta....
Un manifesto per un Paese che voglia uscire dalla crisi con scelte coraggiose e innovative, senza paura di cambiare se stesso e un modello di organizzazione sociale che non funziona più --- Due operai stanno ammucchiando mattoni lungo una strada. Passa un viandante che s’informa sulla natura del loro lavoro. Uno modestamente risponde: “Sto ammucchiando mattoni”. L’altro esclama: “Innalzo una cattedrale!”. Forse non sembra, ma la differenza è enorme. Il primo degli operai descritti da Pietro Nenni in Parlamento, nel 1959, impila pietre: per sé e per guadagnarsi da vivere oggi. Il secondo fa esattamente lo stesso, ma sa di costruire qualcosa di grande per il futuro. Proprio il futuro è, da sempre, l’orizzonte di riferimento di chi contribuisce alla costruzione di una cattedrale. Un lavoro che costa fatica, non produce vantaggi personali immediati, ma rimarrà nei secoli, per le generazioni che verranno dopo di noi. E la cattedrale si rivelerà tanto più solida e splendente quanto maggiore sarà la partecipazione della comunità alla sua realizzazione. Il nostro Paese ne è disseminato: opere dell’ingegno e dell’arte fatte in nome di un progetto alto e condiviso. Oggi è difficile anche solo immaginare qualcosa di simile. Che ne è stato di quell’ansia di futuro?
COMUNICATO STAMPA dell'on.le Giuseppe Stellato-Consiglio Regionale
"Costruire una Cattedrale" – Continua il tour di Enrico Letta per presentare il suo nuovo libro. L’11 maggio sarà a Caserta, al suo fianco Giuseppe Stellato e le altre anime del Pd casertano che hanno aderito all’area Letta.
Costruire una cattedrale. Perché l'Italia deve tornare a pensare in grande. E’ il titolo del nuovo volume di Letta, dal 14 aprile in tutte le librerie per la collana Strade Blu di Mondadori. “Un contributo alla riflessione sul futuro del Paese e del Partito Democratico in questi mesi così complessi e confusi. La cattedrale può così diventare la metafora di una comunità che accetta la sfida di contribuire, lavorando sodo e insieme, a un grande progetto condiviso e proiettato al futuro”. (dal blog http://www.enricoletta.it/)
La presentazione del libro a Caserta si terrà l’11 maggio alle ore 19.00, luogo ancora da definirsi. Sarà questa anche l’occasione per presentare pubblicamente la compagine casertana dell’area Letta, quelli che hanno seguito la nuova corrente quasi da subito. Tra questi, antesignano in Terra di Lavoro l’onorevole Giuseppe Stellato. Un momento ed un motivo per fare riflessione e trarre qualche conclusione.
“Com’è noto, la presenza di Enrico Letta in Campania - commenta Stellato - credo che costituisca la novità più significativa dell’ultimo periodo. Attualmente le tre province della nostra regione, di Napoli, Salerno e Caserta hanno costituito intorno alla figura dell’Onorevole Letta dei gruppi significativi di consenso e di movimento elettorale, sicura base per un ulteriore rilancio della ideologia moderata e progressista nel centrosinistra campana e nazionale.
Venendo più da vicino a Caserta, è innegabile l’interesse che ha suscitato l’area in questione: la stessa infatti sta creando in più direzioni sia fasce di consenso provenienti dall’ex Margherita, sia sensibilità vicine all’area riformista, che gruppi interi riconducibili ai Coraggiosi già vicini all’ex presidente della Provincia De Framciscis. In sostanza la nuova e consistente sensibilità che in tal modo si va formando potrà essere un collante significativo per lo sviluppo del Pd.
Devo far presente che la mia scelta di aderire all’area Letta è stata frutto di una riflessione ponderata. In un momento in cui il Pd rappresenta al suo interno forti contraddizioni antitetiche, la scelta dell’area Letta consente di porsi nella condizione di chi guarda in avanti superando gli steccati ristretti delle provenienze. Tanto per essere chiaro, l’Area Letta non è un’area EX ma è un’area effettivamente NUOVA”.
La visita di Letta è anche l’occasione per presentare una nuova unità. Ci tiene l’onorevole Stellato a sottolineare il rapporto costruttivo con le altre anime moderate del Partito Democratico di Caserta:
“L’esperienza unificante già condivisa con Officina Democratica e Chicco Ceceri durante l’ultimo congresso provinciale del 14 ottobre, ben può continuare con questa nuova impostazione operativa. Le assonanze già evidenziate in sede congressuale costituiscono una sicura base su cui puntare per il rilancio di un’azione politica sul territorio. Ciò chiaramente, senza voler creare frizioni ma ponendo l’accento sulle caratteristiche differenziali rispetto ad altre componenti. In questa rinnovata ottica e prospettiva, l’unica cosa che posso garantire è ancora l’ impegno costante e teso ad affrontare i problemi del territorio. In questi due anni e mezzo circa di esperienza regionale non mi sono mai sottratto a dibattiti, confronti e battaglie su tutti i temi di interesse collettivo. Ho costantemente partecipato all’attività legislativa regionale sia in aula che in commissione, così come non ho mai fatto mancare il mio apporto nelle circostanze elettorali assumendo anche compiti di coordinamento in momenti non certo facili per la vita del partito. E’ evidente che lo stesso impegno profonderò nell’area Letta, cercando di contribuire alla sua crescita nonché alla formazione di gruppi di lavoro che rappresentino il punto di collegamento fra territorio ed istituzioni”.
21:40
Scritto da: smodest
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